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Strumento rapido per il calcolo di carico, scarico, rimanenza contabile, giacenza fisica e verifica automatica della tolleranza ammessa per distributori di carburante.
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Controllo di un distributore stradale: quadro operativo e fiscale
Il controllo di un impianto di distribuzione stradale riguarda sia il profilo fiscale-accise sia quello inventariale e, in parte, quello metrico. Nella pratica di verifica si parte dall'assetto autorizzato dell'impianto, si ricostruiscono carichi, scarichi e giacenze, si esegue l'inventario fisico dei serbatoi e si confrontano i dati reali con la contabilità e con i registri obbligatori. Il riferimento principale è il D.Lgs. 504/1995 (TUA - Testo Unico Accise), con particolare attenzione all'art. 25 per gli obblighi contabili e all'art. 50 per il sistema sanzionatorio e per l'irregolare tenuta della contabilità.
Per gli impianti non presidiati, comunemente chiamati ghost station, assume rilievo centrale il registro telematico: i dati dell'impianto, delle movimentazioni e della chiusura annuale seguono canali telematici ADM, con particolare attenzione alla corretta associazione tra serbatoi, prodotto erogato, totalizzatori e anagrafica dell'impianto.
Assetto impianto
Serbatoi, colonnine, prodotti erogati, totalizzatori e configurazione fiscale devono coincidere con quanto denunciato all'ADM.
Steccate e acqua
Durante il controllo si eseguono le misurazioni dei serbatoi con almeno tre rilevazioni per serbatoio e uso della pasta rileva acqua.
Registro e totalizzatori
Le letture degli erogatori e le annotazioni di carico/scarico costituiscono la base per il bilancio di materia e per la ricostruzione inventariale.
Cosa si verifica in concreto durante il controllo
Assetto dell'impianto
Si controlla che l'impianto reale coincida con quello denunciato: numero e capacità dei serbatoi, prodotti presenti, colonnine installate, pistole collegate, linee di erogazione, eventuali apparecchiature self-service e collegamenti tra erogatori e serbatoi.
Chiusura dell'impianto e steccate
Si richiede la sospensione dell'erogazione, si eseguono le steccate dei serbatoi e si effettuano almeno tre misurazioni per ciascun serbatoio, ricavando poi la media. Si utilizza la pasta rileva acqua per evidenziare eventuale fondo acqua.
Letture degli erogatori
Si acquisiscono le letture dei totalizzatori delle pompe per ciascun prodotto e per ciascun erogatore, così da confrontare i dati con la contabilità e con gli scarichi annotati.
Bilancio di materia
Dopo l'inventario fisico si ricostruisce il bilancio: giacenza iniziale, carichi documentati, eventuali eccedenze/scatti a vuoto/cali, scarichi registrati, giacenza contabile e differenza rispetto alla giacenza fisica rilevata.
Doppio decalitro
Si eseguono prove sulle pompe per verificare se l'erogatore eroga effettivamente 20 litri di prodotto. Operativamente il riferimento di tolleranza sui distributori MID è pari a ± 7,5 per mille, cioè circa ± 0,15 litri su 20 litri, ferma la disciplina metrologica applicabile allo specifico strumento.
Documenti e DAS
Si controllano i DAS/e-DAS di carico, la coerenza tra prodotto scaricato e annotazioni sul registro, l'indicazione corretta del codice identificativo dell'impianto e la corrispondenza con i quantitativi presi in carico.
Ghost station e registri telematici
Le ghost station sono gli impianti non presidiati. Per tali impianti il controllo documentale si affianca al controllo telematico, perché le movimentazioni e la struttura del registro devono risultare correttamente allineate nei sistemi ADM.
In sede di verifica conviene quindi controllare non solo i serbatoi e gli erogatori, ma anche la corretta anagrafica telematica dell'impianto: associazione tra prodotto, serbatoio, totalizzatore, identificativi dell'impianto e storico delle trasmissioni.
Registri di carico/scarico e prospetto di chiusura
Il registro deve consentire la ricostruzione giornaliera o comunque puntuale delle movimentazioni di ciascun prodotto. In pratica di verifica è essenziale che le annotazioni siano tempestive, coerenti con i DAS/e-DAS ricevuti e custodite presso l'impianto o rese immediatamente disponibili in sede di accesso.
- Le registrazioni devono essere aggiornate giornalmente secondo la disciplina del registro e dei documenti di accompagnamento.
- Per ogni prodotto deve esistere una contabilizzazione chiara e separata.
- Entro il 31 gennaio dell'anno successivo deve essere presentato il prospetto di chiusura annuale; per gli impianti ghost la gestione è telematica.
- Il registro deve essere coerente con letture, giacenze, carichi documentati e volumi erogati.
Sequenza pratica di una verifica su distributore stradale
- Accesso e identificazione dell'impianto: si verifica la licenza fiscale, il codice ditta, la titolarità e la corrispondenza tra impianto esistente e impianto denunciato.
- Ricognizione tecnica: si controllano serbatoi, bocchettoni, tubazioni, colonnine, pistole, prodotti movimentati ed eventuali anomalie visibili.
- Blocco temporaneo dell'erogazione: si fa chiudere l'impianto per poter eseguire l'inventario in condizioni stabili.
- Steccate dei serbatoi: per ogni serbatoio si eseguono almeno tre misurazioni, poi si calcola la media; si verifica la presenza di acqua con apposita pasta rileva acqua.
- Acquisizione delle letture: si rilevano le letture dei totalizzatori delle pompe e ogni altro dato utile alla ricostruzione degli scarichi.
- Controllo documentale: si esaminano registro di carico/scarico, DAS o e-DAS, fatture, prospetti di chiusura, eventuale registro telematico ghost e documentazione tecnica dell'impianto.
- Bilancio di materia: si confrontano giacenze fisiche e contabili, verificando la presenza di cali o eccedenze e il rispetto delle tolleranze.
- Prova con doppio decalitro: si controlla il corretto quantitativo erogato dalle pompe, di regola su 20 litri di benzina o gasolio, sia ai fini di riscontro operativo sia di tutela del consumatore.
Quadro sanzionatorio: violazioni ricorrenti in verifica
Errata compilazione dei registri
Rientra di regola nell'irregolare tenuta della contabilità o dei registri prescritti. Il tema centrale è se il registro consenta o meno la corretta ricostruzione di carichi, scarichi e giacenze.
Tipici rilievi: registrazioni mancanti, tardive, incoerenti con i DAS/e-DAS, mancanza di separazione per prodotto, dati non allineati con le letture.
Mancata presentazione del prospetto di chiusura annuale
La mancata o tardiva presentazione del prospetto annuale di chiusura è normalmente ricondotta alla omessa o tardiva presentazione di un adempimento prescritto. Per le ghost station la criticità riguarda anche il mancato adempimento telematico.
Errata compilazione dei DAS di carico
Se il documento di accompagnamento o i dati di presa in carico non consentono una corretta tracciabilità dell'operazione, la violazione può essere contestata come inosservanza della disciplina documentale accise.
DAS con partita IVA al posto del codice ditta
Quando nel DAS/e-DAS viene indicata la partita IVA anziché il codice ditta ADM dell'impianto, la contestazione riguarda normalmente il soggetto che ha formato o emesso il documento irregolare, quindi di regola il fornitore/speditore.
Eccedenze o cali fuori tolleranza
La tenuta del registro si considera irregolare quando la differenza tra giacenze reali e contabili supera la soglia ammessa. Per il gasolio, il comma 2 richiama la soglia del 3 per mille delle quantità assunte in carico nel periodo preso a base della verifica.
In sede fiscale, cali o eccedenze fuori tolleranza possono far emergere la presunzione di vendita non contabilizzata oppure la presunzione di acquisto senza fattura, salvo prova contraria o giustificazioni tecniche documentate.
Impianto diverso da quello denunciato
Serbatoi ulteriori, colonnine non dichiarate, configurazioni difformi o prodotto associato in modo non coerente rispetto alla denuncia/licenza fiscale possono integrare violazioni dell'assetto fiscale dell'impianto e dare luogo a contestazioni accise, oltre agli eventuali ulteriori profili amministrativi e tecnici.